Una bella storia d’impresa a pochi giorni dalla finalissima di Start Cup Bergamo 2018

Una bella storia d’impresa a pochi giorni dalla finalissima di #StartCupBergamo2018.
Nel 2017 il team di AISent si è guadagnato il terzo posto nella competizione. Oggi i ragazzi, dopo aver fondato l’impresa, approdano in Malesia dove stanno testando il prototipo embrionale presso una casa di cura locale.

Test in Malesia per l’idea di quattro startupper orobici

Da Bergamo alla Malesia per sviluppare un’idea d’impesa.
È il passo compiuto dai quattro giovani bergamaschi di AISent, start up nata grazie alla partecipazione a Start Cup, il percorso formativo imprenditoriale dell’Università di Bergamo riservato alle idee innovative.

Nel 2017 il team di AISent si era aggiudicato il terzo posto fra i progetti migliori grazie a AudioNet, un dispositivo in grado di individuare suoni e, attraverso un software di intelligenza artificiale allenato a distinguerli, riconoscere situazioni di pericolo e lanciare l’allarme al sistema di sicurezza di riferimento. Inizialmente i quattro startupper pensavano di proporlo come sistema per «monitorare» i centri urbani, poi la decisione di sviluppare applicazioni alternative.

La società, composta inizialmente da Michele Ermidoro (31 anni, ingegnere) , Mirko Mazzoleni (29 anni, ricercatore) e Daniele Gamba (24 anni 24enne) in questa fase progettuale ha visto l’arrivo di Mattia Peracchi, 26 anni, studente magistrale in ingegneria e informatica a Bergamo.

Grazie al passaparola e al contatto internazionale con un altro giovane ingegnere, Nicolas Christiansen, il progetto è arrivato nel Sudest Asiatico dove, lo scorso agosto i quattro startupper hanno iniziato a lavorare a un prototipo della loro invenzione da utilizzare in ambito assistenziale.

«La richiesta – spiega Michele Ermidori- è arrivata da una casa di cura dove gli spazi interni ed esterni sono molto ampi, c’è carenza di personale e pertanto esiste la necessità di presidiare situazioni di alert, garantendo interventi rapidi. Grazie agli stimoli ricevuti dalle loro necessità operative stiamo lavorando anche a nuove funzionalità dell’algoritmo».

Anche in Italia gli ingegneri di AISent stanno cercando di sviluppare applicazioni simili nello stesso settore. Tra i vantaggi di AudioNet, infatti, la garanzia del rispetto della privacy, che in ambito sanitario è considerato requisito essenziale.

«L’audio preso da solo non rappresenta un segnale biometrico e non identifica nessuno, per questo il nostro dispositivo potrebbe essere installato anche nei bagni».

Nel futuro di AISent, diventata ufficialmente una società a gennaio 2018, lo sviluppo di progetti specifici come quello malese e dedicandosi a consulenze che possano accrescere il curriculum della società per attirare possibili investitori per avviare una vera industrializzazione di AudioNet.

(Da L’Eco di Bergamo del 22-9-2018, a firma Astrid Serughetti)

 

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