Sos speciali e sedie animate. Genietti da «Start Cup»

Dalla ginocchiera «magica» agli speciali sensori che riconoscono dai suoni situazioni di pericolo e mandano «Sos» senza bisogno di far nulla, fino alla sedia a rotelle che aiuta i pazienti a essere più autonomi. Giunta all’ottava edizione, Start Cup Bergamo è ormai un appuntamento fisso tra gli eventi legati all’innovazione ospitati da BergamoScienza. Nell’aula magna dell’Università degli Studi di Bergamo, in Sant’Agostino, ieri si è svolta la business plan competition con 50 aspiranti imprenditori a sfidarsi a colpi di idee.

Il progetto, organizzato dall’Università tramite il Servizio ricerca e trasferimento tecnologico e con il coordinamento scientifico del Center for young and family enterprise (Cyfe), nasce per promuovere una nuova cultura imprenditoriale, dando spazio e sostegno alle startup meritevoli: i vincitori ricevono premi in denaro (10 mila euro il primo classificato, 5 mila il secondo e 2.500 il terzo) da utilizzare per dare forma alle loro idee, sostenuti anche dopo la gara dalla stessa Università. A sostegno delle startup anche Ubi Banca, Bergamo Sviluppo (della Camera di Commercio), Gruppo giovani imprenditori di Confindustria Bergamo, associazione BergamoScienza, Jacobacci & Partners Spa, Res Srl, Unica Point, 2A Engineering Srl e Valeo Studio Srl.

Terzo classificato è AISent di Michele Ermidoro, 30 anni, di Bergamo, startup che propone un innovativo sistema di allerta per luoghi pubblici, basato sul riconoscimento dei suoni: la situazione di pericolo, verificata tramite intelligenza artificiale, viene segnalata immediatamente a forze dell’ordine o agenzie di sicurezza privata. AIsent ha anche vinto lo speciale premio all’innovazione, che garantisce 2.500 euro per volare a Cambridge, dove ad attendere il team ci sarà Olivia Nicoletti della Cambridge Enterprise, l’ente dell’Università inglese deputata all’incubazione d’impresa. Secondo classificato è il progetto di Q-walk di Niccolò Sala, 28 anni, di Bergamo, un nuovo werable device che promette di aiutare nella deambulazione: si tratta di una ginocchiera che tramite feedback luminosi stimola il passo del soggetto in modo che mantenga una postura corretta, raccogliendo nel frattempo ogni tipo di dati utili per la fisioterapia. Prima classificata è la startup Ermes, di Riccardo Tripepi, 30 anni, anche lui di Bergamo, che ha creato una carrozzina innovativa per facilitare i movimenti di persone con disabilità e dei suoi assistenti. L’idea nasce dal vissuto personale dell’inventore, che ha constatato le enormi difficoltà di un parente tetraplegico: la carrozzina elettronica, che funziona secondo lo stesso principio del Segway, si alza e si abbassa a comando, riuscendo così a ovviare a molti problemi sociali e relazionali, ma soprattutto quelli pratici, come l’igiene personale del soggetto. «Il premio vinto — racconta Riccardo — ci permetterà di realizzare il primo prototipo in circa dieci mesi, aumentando la nostra possibilità di attirare investitori. Ringrazio Alessandro e Federica per l’ispirazione e l’ingegnere Zenoni, tutor dell’Università, e Startcup per la grande opportunità».

I tre vincitori hanno portato idee relative ai temi che oggi sono molto sentiti, ma tanti altri sono quelli che forse passeranno da startup a vere e proprie aziende. Tra gli otto finalisti, Articolo 34 di Gabriele Pellicioli, una piattaforma per la formazione online degli aspiranti avvocati; Farmemo di Alessio Longhi, un dispositivo che faccia da promemoria «smart» per l’assunzione di farmaci; Limitless di Luca Merisio, che propone soluzioni modulari riadattabili per l’arredamento in contesti ridotti; PigreQuo di Paolo Salvi, che realizza pentole tramite la rilavorazione di materiali grezzi per un mercato d’elite; UniBooKapp di Greta Zamperoni, una piattaforma per la compravendita di materiale scolastico e universitario.

Articolo pubblicato sul Corriere della Sera Bergamo.

Leave a comment